Anna Frajlich e i versi che vanno dritto al cuore
Il 5 Marzo 2019 | 0 Commenti

di Paolo Ciampi

È New York la città di cui parla in questi versi Anna Frajlich, eppure sento che in qualche modo dentro c’è anche la mia città, così come tutte le città che sogno e che abito poeticamente, insieme nave e porto. Questo deve fare la poesia, penso: raccogliere la verità di un istante, di un qui e ora, e tradurlo in un’emozione che riguarda tutti. Penso questo e mi correggo: è solo la buona poesia che riesce in questo. Quella di Anna Frajlich senz’altro lo è.

Non scrivo spesso di poesia, non sono un intenditore, nemmeno mi importa: la poesia deve scuotere qualcosa dentro e tanto basti. Per le strane circostanze che a volte ti consegnano un libro mi sono trovato sotto gli occhi questa raccolta, Un oceano tra di noi, (laParlesia Editore), tradotta e curata da Marcin Wyrembelski. Dentro, versi che mi richiamano una poetessa che tengo sempre sul comodino del letto e che dentro mi scuote molto: Wisława Szymborska.

Penso questo e ancora una volta mi correggo: ogni poeta ha la sua voce, che è solo sua. Anche se è curioso che quest’altra voce capace di scuotermi venga di nuovo dalla Polonia. Anna come Wislawa, nella sua capacità di essere semplice e complessa nello stesso tempo, di coltivare la parola con l’amore che si può riservare al giardino di casa, di parlare della vita ordinaria e di indagare spazi immensi. Con quello stesso rispetto per il silenzio che spingeva un’altra grande poetessa a dire: Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire. Ed era Alda Merini. Voce dalla Polonia, quella di Anna, di un paese la cui letteratura noi italiani abbiamo ancora moltissimo da scoprire. Ma anche voce del viaggio e dell’esilio, soprattutto dell’esilio. Voce che porta i segni dei crimini e delle persecuzioni del Novecento. Dai confini orientali a Varsavia, da Roma a New York. E lei che è polacca, che è ebrea, che è americana in un paese che la adotta e di cui conserva indelebile l’amputazione dell’11 settembre 2001. Paesi e culture che si mescolano e distillano parole.
Occorrono troppe vite per farne una, come scriveva Montale, giustamente scomodato da Marcin.

 È giunto finalmente il tempo
per trovare del tempo
per tornare al tempo
di quando il tempo lo davano
gratis

Così scrive Anna: e il tempo si può trovare, anzi conquistare, anche così, sulle pagine di una poetessa fino a ieri a me sconosciuta e di cui ora ascolto la voce, grazie a una piccola ma coraggiosa casa editrice.

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