Mariusz Wilk: appunti di un lupo
Il 12 Aprile 2019 | 0 Commenti
Da Camminare leggendo (senza sbattere il naso) raccolta di appunti inattuali
Prendete delle placchette di ferro, dotate di fori per poterle infilare in uno spago e così tirarle fuori più facilmente dal bagno. Se ne siete sprovvisti, prendete delle vecchie serrature, vecchie chiavi o vecchie catene. Potete usare del ferro non corroso, ma certi preferiscono invece della ferraglia arrugginita, e anche le battiture che schizzano sotto il martello del fabbro. Mettete il metallo e le noci di galla pestate grossolanamente, in un recipiente nel quale si formerà l’acido gallico, che potrete usare per otto o dieci anni. Le noci di galla sono delle escrescenze dovute a particolari insetti, che si formano sulle querce. Sceglietele con cura perché ce ne sono di dure, di verdi e macchiate, di scolorite. Pestate, spruzzate con acqua mischiata a kwas (o succo di cavolo marinato) e mettete da parte al riparo dalla luce, oppure immergete immediatamente il metallo nella soluzione. Versate poi nell’acido ottenuto un decotto di foglie di quercia, di ontano o di frassino. Strappate la corteccia a primavera, appena la linfa sale, e fatela seccare – la corteccia secca da una tinta più scura. Fate bollire fino a evaporazione in un recipiente di rame. Aggiungete del liquido e scaldate a fuoco basso fino ad ispessimento. Passate in un crivello e pressate. Poi passate in un setaccio più fine e pressate. Infine passate in una tela e pressate di nuovo. Versate quindi questo decotto nell’acido. Per ottenere sali ferrugginosi, aggiungete del miele, della birra d’orzo, o del vino, rosso di preferenza. Mettete il recipiente di tchernilo al riparo della luce e mescolate più volte al giorno. Il processo si effettua lentamente: contate tra i dodici e i quattordici giorni. Temperate con un decotto di luppolo per evitare la muffa. Se il tchernilo passa attraverso la carta aggiungete della gomma di ciliegio per indurirlo; se volete che scorra più facilmente sotto la penna, aggiungete dei chiodi di garofano o dello zenzero…
Questa ricetta di inchiostro (tchernilo) è tratta da un libro di ricette del XVI secolo. Gli scribi del monastero non erano autorizzati a prendere in mano una penna prima di aver fabbricato essi stessi il proprio tchernilo.
Mariusz Wilk, giornalista polacco nato nel 1955, fece parte dell’opposizione alla dittatura di Jaruzelski e finì anche in prigione. Nel 1991 si stabilì sulle isole russe di Solovki, nel mar Bianco, all’estremo nord del paese, dove restò sei anni. Per Wilk non si trattava di andare in volontario esilio ma, all’indomani del crollo dell’impero sovietico, di cercare un punto di vista emblematico per osservare e raccontare i cambiamenti della società.
Solovki è stata nel passato la sede di un importante monastero, meta di pellegrinaggio per gli ortodossi russi. Dopo la rivoluzione del 1917 divenne luogo di reclusione, uno dei primi gulag sovietici. In una serie di articoli pubblicati in Francia dalla rivista polacca Kultura, Mariusz Wilk (il suo cognome in polacco vuol dire lupo) ne ha descritto il paesaggio rude e affascinante, l’esistenza e il carattere del migliaio abitanti dalla vita inquieta e caotica.

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