Il 17 Maggio 2019 | 0 Commenti

di Debora Twin

Varsavia, terra di povertà e soprusi.

Sei personaggi che tentano, in ogni modo, di scalare la montagna di difficoltà che ogni giorno si trovano ad affrontare.

In uno scenario di desolazione, timore e degrado le storie di sei protagonisti si mescolano e si intrecciano tessendo una tela complessa e spinosa.

Ada, giovane donna costretta a vivere con un padre psicopatico e le sue strane manie; Jan, talentuoso scrittore di necrologi; Lucyna che, tra le quattro mura di casa intenta a tagliare il pane, attende l’arrivo del giudizio universale, una vera catastrofe; Anna soffocata dal tormentato amore del signor Tadeusz e, ultimo ma non per importanza, Longin che, per amore di Alicya, mette da parte la sua passione per la poesia per diventare tranviere.

 

Si preoccupava del perché il cielo fosse così ostile con i polacchi; le nuvole sembravano montoni sporchi, lividi, ammuffiti, il cielo intero sbuffava di rabbia divina.

Le lacrime di tutti i Santi scorrevano a fiumi sulla terra e Lucyna ne era certa: era in arrivo il giudizio universale, era in arrivo la catastrofe. Niente di strano quindi che quell’estate fosse così fredda, visto che i cuori degli uomini erano diventati di ghiaccio. Si sfregò le mani, le dita erano rigide e ritorte come le radici di un albero.

Non c’è salvezza senza sofferenza.

E’ proprio la salvezza che i personaggi, uomini o donne, cercano di afferrare, senza mai riuscirci pienamente.

Ogni situazione, ogni rivelazione annuncia sentimenti di disperazione e decadenza che si rispecchiano inevitabilmente nel paesaggio circostante, nelle caratteristiche di ogni personaggio, impregnando le pagine del libro e i sentimenti del lettore.

Il libro è diviso in tre parti: Toximia, una fredda estate e cattive abitudini. Ognuna di essa costituisce una storia nella storia che accresce il grado di conoscenza del lettore.

Di ogni personaggio si conoscono i tratti principali, la psicologia e i pensieri atti a penetrare le vite di ognuno finché esse non si intrecciano in un drammatico quanto malinconico epilogo.

Per tutto il libro il senso di soffocamento, di angosciosa speranza e tormentato amore sono presenti e costanti, in un turbinio di emozioni tanto positive quanto negative.

Le pene, l’ammenda, i dispiaceri sono quelli di un popolo intero, quello polacco, massacrato e tormentato per anni e inesorabilmente condannato.

Anna era crollata. L’angoscia l’aveva imprigionata con cinghie a maglia stretta, e più si dibatteva più queste si stringevano. Il dolore era così sordo e profondo che nessuno poteva tirarla fuori di lì.

Il terrore si era diffuso e aveva permeato l’intera realtà. Ora tutto era diventato terrore.

I personaggi vivono situazioni estreme, distanti ma simili, come tante linee parallele con un unico imponente destino.

La narrazione, dura e cruda, rispecchia in pieno i connotati di tutto il libro.

Ringrazio l’autrice, Margo Rejmer, e la casa editrice la Parlesia per avermi dato l’opportunità di leggere il loro lavoro.

Buona lettura!

 

https://twinsbookslovers.blogspot.com/2019/05/toximia-di-margo-rejmer-recensione.html?m=1&fbclid=IwAR0mjayMWXXTkkxJNZdWpxnl4z_6lVPzAtCCjv6KOcfyGjnfDRXbDtlR9KQ

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