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    “Ciò che più colpisce nella poesia di Anna Świrszczyńska (1909-1984), segnatamente in quella della maturità, è la potenza della parola, l’energia poetica che si sprigiona da questi componimenti brevi, volutamente spogli, tutti tesi a riflettere l’essenza di un’emozione, di un’immagine, di un avvenimento. Un ascetismo stilistico singolare, frutto di una maturazione sorprendente non solo nei modi ma anche nei tempi in cui è avvenuta: le due raccolte più importanti, Sono una donna e Ho costruito una barricata, sono rispettivamente del 1972 e del 1974, anticipate da Vento (1970), dove il nuovo stile e i nuovi temi si affermano con risultati già rimarchevoli, e seguite da Felice come la coda di un cane (1978) e, postuma, La sofferenza e la gioia (1985), nelle quali la strada intrapresa si arricchisce di nuovi splendidi componimenti. Una produzione maggiore – quella che abbiamo scelto di rappresentare nella presente antologia – che si concentra nell’ultimo quindicennio di vita, tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Una straordinaria esplosione artistica a sessant’anni passati.”

    Andrea Ceccherelli.


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    “Non è un fiume a dividerci ma cento ponti sopra di esso”                                                              In copertina: Marlena Makiel-Hędrzak, “Dal” (Lontananza), tecnica mista, 2016.